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Il Fiordo come Vertigine

Un fiordo situato nel bel mezzo
della Costa d'Amalfi è già di per sè una vertigine,
capace di farti scoppiare dentro "l'assorta meraviglia dell'essere"
tanto cara ad Alfonso Gatto. Una fiaba suadente, da vivere
almeno una volta nella vita, offerta a ciascun visitatore minimamente
attento.

Il racconto comincia ascoltando
la danza del mare, che qui trascende in un colloquio intimo e sensuale
con la terra ed evoca, nel cuore del Mediterraneo, immagini di paesi del
Nord, sprigionando la sua carica di seducente contraddizione.

L'acqua si insinua nella terra,
quasi a fecondarla, con un rito che si ripete attimo dopo attimo fino
all'eternità. Libera un sogno, che irrompe nella realtà
e ne fa vacillare le certezze.
Qui, fra queste rupi discoscese,
"pendenti sopra l'onde", la natura va oltre i propri limiti
e si spinge nella sfera del divino.

Qui, in questo ambiente omerico,
puoi ritrovare te stesso. Puoi pensare i verbi all'infinito e non essere
più ostaggio del tempo. Puoi scoprire il luogo dei tuoi desideri,
dove è lecito osare ed è più facile sognare.
Il borgo marinaro, la vecchia
cartiera, il mulino, la chiesetta nella roccia, le sclinatelle sfuggenti,
il sentiero perduto nel bosco, il monazeno di Nannarella sono solo tenui
tracce per intraprendere il tuo viaggio in questo mondo incantato, preso
a prestito da una fiaba. Una fiaba che t'impedisce di restare ad aspettare
una storia qualunque, perchè ti offre la più bella storia
che tu possa immaginare.

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